lunedì 3 novembre 2008

Conflitto d’interesse: la collusione tra psichiatria e case farmaceutiche

Non stupisce la notizia [1] che gli psichiatri siano stati nuovamente “pescati con le mani nella marmellata”. Parliamo degli esperti deputati alla supervisione della stesura del nuovo Manuale Diagnostico e Statistico delle malattie mentali (DSM-V). La “bibbia” della moderna psichiatria.

Da una ricerca effettuata dal CSPI [Center for Science in the Public Interest – Centro per la Scienza nell’Interesse Pubblico] sono emersi diffusi conflitti d’interesse tra gli esperti incaricati alla supervisione della prossima edizione del manuale diagnostico dell’Associazione Psichiatrica Americana (APA) che dovrebbe essere completato nel 2012. Nelle pagine del suo sito, il CSPI riporta che 16 dei 28 membri della task force incaricata di produrre la quinta edizione del DSM ha riportato di avere connessioni finanziarie con industrie farmaceutiche o di attrezzature mediche. L’analisi è basata sulle informazioni finanziarie pubblicate sul sito Web dell’APA.

IL DSM è il testo unico e ufficiale di diagnosi psichiatrica in tutto il mondo, i membri dei vari comitati scientifici che lo compilano sono quasi esclusivamente americani e membri dall’Associazione Psichiatrica Americana. Viene usato come strumento diagnostico, non solo per il trattamento individuale ma anche nelle cause per la custodia dei bambini, nei casi di presunta incapacità mentale, nei tribunali, nell’istruzione e in tanti altri campi.

Ecco la testimonianza di uno psicologo che ha partecipato alle udienze del DSM:

I disturbi mentali vengono stabiliti senza una base e procedure scientifiche. Il bassissimo livello di sforzo intellettuale è sconvolgente. Le diagnosi vengono sviluppate tramite un voto a maggioranza, allo stesso modo in cui ordinerebbe del cibo in un ristorante. Poi il tutto viene inserito in un computer. [Paula J Caplan, PhD., They Say You’re Crazy (New York: Addison-Wesley Publishing Company, 1995), p. 90]

O quella di Lynne Rosewater, una psicologa che ha partecipato ad un’udienza del DSM presieduta da uno dei principali architetti del manuale, lo psichiatra Robert Spitzer:

Stavano avendo una discussione su un criterio del disturbo da personalità masochistica e la moglie di Bob Spitzer [assistente sociale e unica donna a fianco di Spitzer alla riunione] disse: ‘Io lo faccio spesso’ e lui disse: ‘Ok, eliminalo’. Tu guardi questa cosa e dici: ‘Aspetta un attimo, noi non abbiamo il diritto di criticarli perché questa è una ‘scienza’? [Paula J. Caplan, They Say You’re Crazy, (New York: Addison-Wesley Publishing company, New York, 1995) p. 91]

Ed è di questi giorni la notizia che la Glaxo Smith Kline è stata condannata a rimborsare 40 milioni di dollari per l’uso di Paxil sui bambini. La causa legale era basata su un documento interno che dimostrava come la Glaxo Smith Kline avesse promosso il Paxil come un effettivo farmaco per bambini e adolescenti a dispetto di comunicazioni interne che confermavano che la sperimentazione clinica di Paxil nella depressione pediatrica non superava l’effetto placebo delle pastiglie di zucchero, e anzi mostrava un tasso di suicidalità molto superiore al placebo. Ciononostante GSK ha messo sul mercato il Paxil come “considerevolmente sicuro ed efficace” sui bambini depressi.

Purtroppo anche questo non ci stupisce.

Solo stamattina una mamma ci ha chiamati preoccupata perché suo figlio stava dando i numeri dopo una prescrizione di Felison (tranquillante). Il figlio è una persona con problemi di droga e alcol. Non siamo medici, ma semplicemente leggendo il bugiardino, come avrebbe fatto qualsiasi medico competente, abbiamo scoperto che è sconsigliato per questo tipo di persone. È possibile che questo psichiatra non l’abbia fatto?

Tante altre persone ci contattano giornalmente per denunciare non solo i devastanti effetti collaterali degli psicofarmaci che assumono, ma chiedono anche come possono fare per uscire da questo tunnel visto che gli psichiatri che li hanno in carica, non solo non prendono in considerazione le loro denunce sugli effetti collaterali, ma li ricattano con lo spauracchio di ricoverarli contro la loro volontà se non li assumono, quindi sono impauriti e totalmente inermi di fronte a tale abuso di autorità.

Analizzando i metodi psichiatrici sulla base dell’epistemologia, o anche solo utilizzando un minimo di conoscenza scientifica e un po’ di buon senso, si scopre puntualmente che i metodi psichiatrici hanno ben poco a che vedere con quelli di ogni altro tipo di scienza, sia fisica, sia biologica che medica.


Gran parte dei “professionisti” della salute mentale sono stati formati a questa scuola che manca totalmente di scientificità. Ed ecco spiegata la causa dell’incompetenza della maggioranza degli psichiatri. Ma perché dobbiamo continuare a far pesare sulle tasche dei contribuenti (cioè le nostre) questa disciplina che non ha mai dimostrato nei fatti la sua efficacia e competenza? Questi fondi dovrebbero essere destinati a strutture e metodologie che possano dimostrare nei fatti la loro funzionalità per il bene nostro e di tutta la nostra società

Esistono alternative e metodi non invasivi, che danno risultati reali, dove la persona viene messa al centro e i suoi diritti vengono rispettati e tutelati, un esempio sono i lavori del dott. Mariano Loiacono, del dott. Giorgio Antonucci e di alcuni altri.


Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.

Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani – Onlus

Sezione di Trento

www.ccdutrento.orgccdutrento@tiscali.it

[1] Fonti: Nopsych.it - Naturalnews.com

Versione in tedesco

lunedì 13 ottobre 2008

PsiCosa? PsiCome? …PsiChi?

A un anno dall’approvazione della legge n.405 “Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti” da parte del Consiglio Regionale della Regione Piemonte che, primo in Europa, ha approvato all’unanimità una legge che tutela i bambini dalla somministrazione di test psicopatologici nelle scuole con conseguenti diagnosi e cure anche con psicofarmaci, Giovedì 16 ottobre 2008 alle ore 12.00, presso la Sala Dei Presidenti a Palazzo Lascaris, si terrà la conferenza stampa organizzata dalla Campagna Nazionale Perché Non Accada in collaborazione con la Regione Piemonte e la Provincia di Torino per presentare:

IL NUOVO LIBRO DI LUPO ALBERTO: PsiCosa? PsiCome? …PsiChi?


Dedicato al tema sociale di questa campagna per la tutela dell’infanzia


Un numero unico da collezionare realizzato dal genio di Guido SilvestriSilver-, uno dei più spiccati talenti del fumetto italiani: il creatore di Lupo Alberto e della fattoria McKenzie, già protagonista d’importanti campagne sociali, che in questa occasione ha tratto dalla sua penna un racconto entusiasmante, ricco di umorismo e di saggezza, nato dal desiderio di libertà e da un sogno: dare un contributo autentico alla libertà del bambino in una società che troppo spesso vuole paralizzare e sottoporre a stretta osservazione i bambini trasformando la loro vivacità in una patologia da curare sulla base di assunti scientifici insussistenti.


Il lavoro di Silver va ad affiancare il contenuto dell’opuscolo a fumetti Perché Non accada anche in Italia” dedicato all’informazione culturale sulla delicata questione del tema Adhd che in italiano si traduce con Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività e a cui si aggiungono i disegni e le dediche dei più famosi autori del fumetto Italiano e uno scritto inedito di Giorgio Faletti.


Interverranno alla conferenza: il Presidente del Consiglio Regionale Davide GARIGLIO e il Consigliere Regionale Gianluca VIGNALE, primi firmatari della legge piemontese; il dr. Elia Roberto CESTARI autore della pubblicazione “Perché non accada” che con la Dr.ssa Regina BIONDETTI, medico e psicanalista, rappresenta la Direzione Scientifico Culturale della Campagna, Renato GENOVESE, direttore della Manifestazione del Lucca Comics che ospiterà in seguito l’evento.


Ospiti d’onore Guido SILVESTRI - SILVER - ed Elisabetta ARMIATO, già ètoile del Teatro alla Scala e madrina nazionale della campagna.


L’iniziativa si sviluppa poi in un entusiasmante week-end dedicato ai bambini e alle famiglie. Il 18 e 19 ottobre dalle ore 10.00 alle ore 19.30 nei gazebo di Lupo Alberto in piazza Castello, accompagnati dai bambini della Gypsy Musical Academy, con la partecipazione dell’autore, il libro sarà disponibile al pubblico. Domenica 19 ottobre alle ore 11.00 presso la libreria La Feltrinelli, in piazza CLN 251, e alle ore 15.00, nel centro commerciale Le Gru, Silver incontrerà i bambini e realizzerà dei disegni dal vivo. Non mancheranno le sorprese.


Per la stampa

Lisa Foschia


ufficiostampa@perchenonaccada.org

www.perchenonaccada.org

lunedì 6 ottobre 2008

Psichiatria e contenzione: orrori e abusi quotidiani

Alice Banfi

TANTO SCAPPO

LO STESSO

romanzo di una matta

Prefazione di Peppe Dell’Acqua


"Tanto scappo lo stesso – Romanzo di una matta" è la storia di Alice, non nel paese delle meraviglie, ma nell'orrore dei reparti psichiatrici dove assieme alle camicie di forza farmacologiche si legano le persone ai letti per ore e giorni. La storia di anni dentro e fuori i reparti, la sua lotta per scappare e affermare la sua individualità.

Giovedì 9 ottobre alle ore 10:30 presso la casa Kolping, Largo Adolph-Kolping 3, Bolzano, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani organizza una conferenza per presentare il libro di Alice Banfi ed informare e sensibilizzare la gente su questi temi. Saranno presenti anche alcune persone Alto Atesine che hanno subito dei gravi abusi nei reparti psichiatrici della Provincia di Bolzano.

I manicomi sono stati aboliti trenta anni fa, ma ancora oggi dietro le porte dei servizi psichiatrici le persone che hanno un disturbo mentale sono spesso trattate come se non avessero gli stessi diritti degli altri cittadini. Vengono legate al letto o chiuse in camerini di isolamento, con metodi che farebbero giustamente scandalo persino se venissero attuati su pericolosi criminali o terroristi: chi vuole capire può leggere il libro di Alice, un'occasione unica di capire un mondo invisibile ma drammaticamente reali.

Presenteremo anche delle storie di abusi subiti negli ospedali dell’Alto Adige, ma non dovrà essere visto come un attacco contro la psichiatria della nostra provincia. Questi abusi si verificano nei nostri ospedali come nel resto d’Italia quando la gente e la politica smettono di vigilare. L’obiettivo sarà quello di informare i cittadini per sensibilizzarli sulle violazioni dei diritti umani perpetrati ai danni delle categorie più deboli e perché possano difendere i propri cari.

Promuovere buone pratiche assistenziali significa mettere in discussione prioritariamente la contenzione (cioè la pratica di legare le persone ai letti). La letteratura sull’argomento dimostra che le camicie di forza farmacologiche e fisiche coincidono sempre con un aumento delle infezioni e delle lesioni da decubito, determinando una rapida perdita di abilità e alienazione.

Ma c’è una speranza. Anche in Italia è nato un Club dei servizi psichiatrici “no restraint” che conta quindici centri, da Trieste ad Aversa, da Novara ad Enna. Sono luoghi dove i malati ricevono ascolto, sostegno, comprensione, senza lacci e senza porte sbarrate. E anche presso il Servizio di Salute Mentale del Comprensorio di Merano si utilizza da tempo il metodo no restraint. Dopo anni di attività si è dimostrato senza ombra di dubbio che si può realizzare un sistema umano senza ricorrere alla contenzione. Bisogna far conoscere queste realtà, per far crescere la volontà di fare altrettanto.

Die Psychiatrie und das Fixieren am Bett: Grausen und tägliche Misshandlungen

“Ist egal, ich hau sowieso ab – Roman von einer Verrückten“ ist die Geschichte von Alice, nicht im Wunderland, sondern im Graßen von den Abteilungen der Psychiatrien, wo sie zusammen mit den Zwangsjacken von starken Psychopharmaka die Personen für Stunden und für Tage ans Bett festbanden. Die Geschichte von Jahren drinnen und außerhalb von den Abteilungen, war ihr Kampf zum Abhauen und sich ihrer Individualität durchzusetzen.

Am Donnerstag den 9.Oktober organisiert das Bürgerkomitee für Menschenrechte um 10.30 im Kolpinghaus, in der Adolf-Kolpingstraße 3 von Bozen, eine Buchvorstellung von Alice Banfi um die Leute zu diesem Thema zu sensibilisieren. Es werden einige Fälle von Misshandlungen anwesend sein, welche schwäre Misshandlungen in den psychiatrischen Abteilungen der Provinz von Südtirol erlitten hatten.

Die Irrenanstalten sind vor dreißig Jahren abgeschafften worden, aber noch heute hinter den Türen der Psychiatrie die Personen, welche geistige Störungen haben, sind oft behandelt als ob sie nicht die gleichen Rechte hätten der anderen Einwohner. Sie werden ans Bett gebunden, oder in den Zimmern eingeschlossen und abisoliert, mit Methoden welche richtigerweise Skandal auslösen würden, wenn sie von kriminellen oder Terroristen verübt würden: wer es kapieren will kann das Buch von Alice lesen, eine einmalige Gelegenheit um die unsichtbare Welt zu verstehen, aber dramatisch real.

Es werden auch einige Fälle von Südtirolern vorgestellt, welche in den Krankenhäusern von Südtirol Misshandlungen erlitten haben, aber das darf nicht als ein Angriff auf die Psychiatrie in unserer Provinz gesehen werden. Diese Misshandlungen werden in unseren Spitälern überprüft, als auch im restlichen Italien, wenn die Bevölkerung und die Politiker aufhören zu überwachen. Das Ziel ist es die Leute zu informieren, um sie an den Misshandlungen der Menschenrechte zu sensibilisieren verübt von den Schäden der kleinsten Kategorie und damit sie die eigenen beliebten verteidigen können.

Das Fördern von guten Praktiken vom Sozialamt bedeutet vorzugsweise die Fixierung (also die Praktik die Personen an das Bett zu binden) in Diskussion zu bringen. Diese Letteratur zu diesem Thema zeigt dass die pharmakologische und physische Zwangsjacke fallen immer mit einer Erhöhung der Infektionen und Verletzungen vom Liegen zusammen, verursacht von einem schnellen Verlust von Fähigkeit und von Entfremdung.

Aber es gibt eine Hoffnung. Auch in Italien ist ein Klub der psychiatrischen Dienste geboren „no restraint“, welcher 15 Zentren hat, von Triest bis Aversa, von Novara bis Enna. Es sind Orte, wo die kranken angehört werden, wo sie Unterstützung und Verstehen bekommen, ohne Schlinge und ohne verschlossene Türen. Und auch im Krankenhaus von Meran wird diese Methode nicht Anbinden verwendet. Nach Jahren von Aktivität hat sich das ohne Schatten und ohne Zweifel gezeigt, dass man ein menschliches System realisieren kann, ohne das Anbinden zu gebrauchen. Man braucht nur diese Realität bekannt zu machen, um den Willen wachsen zu lassen, das ebenso zu machen.

sabato 20 settembre 2008

CHIOGGIA: DENUNCIARE E SMASCHERARE LA DISINFORMAZIONE SULL’IPERATTIVITÀ DEI BAMBINI

Le sezioni del CCDU di Verona, Padova e Trento hanno effettuato oggi a Chioggia un’azione di informazione ai cittadini ed ai partecipanti ad un convegno che promuoveva l’esistenza della “Sindrome da Disattenzione ed Iperattività” (in inglese ADHD) come vera e propria malattia psichiatrica, denunciando l’inconsistenza scientifica delle tesi a supporto di tale ipotesi.

Se la prova oggettiva di una malattia spetta a chi ne dichiara l’esistenza, gravi e fuorvianti sono state le affermazioni odierne di uno che nel suo intervento ha più volte sottolineato l’esistenza di differenze fra bambini sani e malati nelle “dimensioni del cervello” e nelle “irrorazioni di alcune parti del cervello”. Non è tollerabile alimentare questa campagna con questo genere di “prove” inconsistenti ed affermazioni azzardate che non hanno alcuna base scientifica.

Queste “diagnosi” vengono effettuate solo sulla base di test soggettivi per la valutazione comportamentale il cui unico fine è di etichettare bambini vivaci o disattenti come affetti da questa nuova “malattia” psichiatrica. Per mezzo di domandine del tipo: “ha difficoltà a giocare tranquillamente?” “Non riesce a stare seduto?” “Da seduto giocherella con le mani e i piedi?” “Non riesce a stare in silenzio?” ecc. i bambini vengono “diagnosticati” ed etichettati come affetti da ADHD.

Tra i rischi di questo stigma vi sono la prescrizione di potenti psicofarmaci come il Ritalin (che rientra nella stessa categoria degli stupefacenti) con effetti collaterali disastrosi.

Prova che i rischi di questo approccio sono reali e tangibili sono le recenti leggi approvate dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Trento per fermare l’uso di questi test attraverso le scuole ed ottenere un reale consenso informato ai genitori sui rischi dei trattamenti farmacologici. Gli stessi testi di legge sono stati presentati e sono in discussione sia in Parlamento che in altre 8 Regioni italiane.

In Veneto prima firmataria della proposta di legge è lo stesso Assessore all’Istruzione, Elena Donazzan.

Nella relazione di premessa alla legge scrive: “La tendenza a sottoporre i bambini a terapie prolungate a base di psicofarmaci – al fine di risolvere problemi che andrebbero affrontati con metodologie pedagogiche ed educative – è sempre più diffusa, e riguarda ormai molti milioni di bambini in età pre-scolare o scolare in tutto il mondo occidentale. Tale situazione impone al legislatore un intervento drastico su un orientamento terapeutico che ha la sua origine nella società americana fin dagli anni 80 e di cui è stata riscontrata la dubbia, e in alcuni casi deleteria, efficacia terapeutica. Sono prova di ciò i numerosi casi di morte o invalidità che hanno portato all'approvazione di 39 provvedimenti restrittivi in 25 stati americani e di 2 leggi federali restrittive in materia.”

Anche se nei convegni come quello odierno viene detto: “l’uso degli psicofarmaci è l’ultima risorsa”, “la cura è di tipo psicopedagogico”, “la famiglia è importante”... perché, da quando sono stati rimessi in vendita, l’83% dei bambini diagnosticati iperattivi e con deficit di attenzione (ADHD) presenti nel registro nazionale sono stati messi sotto psicofarmaci? (Fonte: Istituto Superiore della Sanità)

Nessuno nega che esistano bambini con problemi di varia natura e genere; un bambino mai fermo e distratto può essere disattento o iperattivo per centinaia di motivi differenti. I comportamenti, anche problematici, sono manifestazioni di svariati problemi, non malattie.


Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani O.n.l.u.s.

giovedì 18 settembre 2008

Vademecum per una scuola come luogo di istruzione ed educazione per i vostri figli

Dopo tante, troppe, telefonate di genitori preoccupati per l'invasione di psicologi e psichiatri nelle scuole, dalle materne in su, abbiamo deciso di formulare il seguente Vademecum ad uso dei genitori. Forse non sarà la formula migliore, ma saremmo molto negligenti a non fare nulla al riguardo.

La maggior parte dei genitori non sa che in base a questi test il bambino potrebbe essere classificato come "malato mentale". Inoltre, nonostante tutte le promesse di approccio multimodale, spesso si inducono i genitori ad accettare la terapia farmacologica senza una giusta enfasi sugli effetti collaterali. E non si dovrebbe neppure trascurare il potenziale danno psicologico sofferto da un bambino etichettato erroneamente come "malato mentale".Gli psichiatri e gli psicologi stanno cercando di convincere gli insegnanti e i genitori che i problemi scolastici sono "malattie mentali" da curare e che il problema può essere risolto in base a un approccio medico. Quanto sta succedendo nelle scuole americane con milioni di bambini sottoposti a cure farmacologiche, l'aumento dei casi di suicidio e infarto riconducibili all'uso di psicofarmaci e la terribile piaga della droga che si prospetta per i bambini che hanno assunto psicofarmaci, dovrebbe indurci a riflettere sulla correttezza di questo approccio.

Purtroppo molte di queste iniziative nascondono gli interessi delle case farmaceutiche e delle lobby psichiatriche volti a medicalizzare la scuola per trarne dei profitti economici. Invitiamo pertanto i genitori ad informarsi scrupolosamente su queste proposte ed a monitorare le attività didattiche per scoprire se tali iniziative vengono fatte sui propri figli. Per maggiori informazioni rimandiamo all'opuscolo "Danneggiare i giovani", oppure www.perchenonaccada.org. Qui di seguito troverete alcuni consigli nel caso in cui, dopo esservi informati accuratamente, riteniate che la scuola debba rimanere un luogo di insegnamento.

Il Vademecum

Scopo del vademecum

Proteggere i bambini e le loro famiglie dalla possibilità di abusi nelle scuole generati da test psicopatologici, false etichette di malattia mentale e somministrazione di psicofarmaci.
Cosa fare

1. Recatevi alla Segreteria della Scuola frequentata dai vostri figli e presentate una comunicazione scritta, firmata e protocollata (chiedete alla segretaria di protocollare la lettera e fatevi dare una copia con il timbro della scuola in modo da avere un documento ufficiale), che dichiari il vostro totale rifiuto a far sottoporre i vostri figli a prove di valutazione psicologico psichiatrica, come ad esempio, ma senza limitazioni, test cognitivi, di personalità, del comportamento, questionari di indagine del linguaggio, della valutazione dell'ansia e della depressione, ecc. Questo vi metterà al riparo da qualsiasi intervento a vostra insaputa.

Per intervenire in modo più approfondito, potete fare quanto scritto di seguito, ma dovreste conoscere gli organi scolastici in cui quali potete intervenire:

a) Consigli di intersezione (scuola dell'infanzia), interclasse (scuola primaria), classe (secondaria).

Sono formati da docenti, rappresentanti dei genitori (dagli studenti nelle scuole superiori) e sono presieduti dal Dirigente Scolastico o da un docente da lui stesso delegato. Tra le loro funzioni si evidenziano le seguenti:
* formulare proposte di carattere educativo, didattico;
* esprimere pareri sull'adozione dei libri di testo;
* esaminare la programmazione didattica elaborata dai docenti;
* verificare ogni due mesi l'andamento dell'attività didattica, interesse, problemi, difficoltà, ecc.

b) Consiglio di circolo e di istituto.

È formato dai rappresentanti dei docenti, del personale amministrativo, dei collaboratori scolastici, dei genitori e dal Dirigente Scolastico. È presieduto da un genitore, eletto Presidente. Adotta gli indirizzi generali del P.O.F. (PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA, spiegazione sotto), indica i criteri generali per la programmazione educativa, elabora e adotta gli indirizzi generali della scuola, ecc.

c) Assemblea di classe.

È l'espressione fondamentale della partecipazione dei genitori alla gestione della scuola, formata dai genitori della classe e dai docenti operanti in essa; si propone di realizzare una collaborazione costruttiva tra tutte le componenti della scuola attraverso indicazioni e suggerimenti. Durante tale assemblea verrà eletto il rappresentante dei genitori.

d) Comitato dei genitori.

È composto dai rappresentanti di classe ed ha lo scopo di promuovere iniziative che migliorino il rapporto scuola-famiglia, promuovere nella scuola e nella famiglia una maggiore attenzione alle problematiche legate all'educazione e a tutelare la sicurezza e il diritto alla salute.
Altri passi che potete intraprendere:

2. Recatevi alla segreteria della scuola frequentata dai vostri figli e fatevi dare il P.O.F. (PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA, cioè la carta di identità dell'istituzione scolastica che descrive tutti i servizi che la scuola offre ai suoi utenti). Qualora vi chiedano il perché, potete dire semplicemente che è un vostro diritto sapere il programma di studio. Visionatelo, soprattutto in riferimento ai progetti previsti: in particolare quelli relativi alle attività si screening, vale a dire test cognitivi, psicologici che hanno lo scopo di individuare "disturbi" di apprendimento, "di attenzione e iperattività" ecc. In base a questi test il bambino potrebbe essere etichettato come "handicappato" o affetto da "disturbo da deficit di attenzione e iperattività", ecc. e segnalato al neuropsichiatria o psicologo infantile che, per risolvere il suo disagio, finirebbe per medicalizzare i suoi problemi ricorrendo persino alla terapia psicofarmacologica (in Italia sono già circa 50.000 i bambini ai quali stanno venendo somministrati psicofarmaci!). Fate attenzione anche ai progetti sull'affettività che spesso vengono gestiti da neuropsichiatri infantili o psicologi che entrano nella classe ad osservare i bambini. Può darsi che nel Piano dell'Offerta Formativa non troviate i progetti nella loro interezza, potreste soltanto vederne citati i titoli o una sintesi. Solitamente ai genitori non viene mostrato il progetto nella sua interezza, ma ne verrete a conoscenza attraverso una circolare, che ne presenta solo un breve riassunto. Il progetto è completo: ecco perchè lo si deve visionare, per evitare sorprese. Avete tutto il diritto di visionarli (in base alla legge sulla trasparenza N. 241), rivolgendovi all'ufficio del dirigente. Così facendo sarete sempre informati su quali sono i progetti che la scuola porterà avanti nel corso dell'anno scolastico e potrete decidere di conseguenza, anche ricorrendo al trasferimento di vostro figlio in un'altra scuola.

IMPORTANTE: è stato rilevato che gli screening psicologici non sempre avvengono tramite test. Rapporti ricevuti ci dicono che per evitare le lamentele dei genitori si fanno dei temi che vengono visionati dagli psicologi, si ricorre alla semplice osservazione dei bambini impegnati in normali attività di gioco (con giochi proposti da psicologi), ecc. Ultimamente, consegnano persino dei test a casa chiedendo ai genitori stessi di rispondere.

3. Ricordate che per sottoporre i vostri figli a test e questionari psicologici o dei disturbi dell'apprendimento È NECESSARIO IL CONSENSO INFORMATO DA PARTE VOSTRA E CHE VI POTETE OPPORRE. Nel caso in cui i vostri figli siano stati sottoposti a test psicologici a vostra insaputa potete fare un esposto per la violazione della legge sulla privacy (D. Lgs. 196/03), che potrete inviare ad esempio al Direttore dell'Ufficio Scolastico della Regione in cui risiedete, all'Assessore all'Istruzione e Formazione della Regione, al Garante della Privacy (Piazza Monte Citorio 121, 00186 Roma), ecc. Copia dell'esposto potete inviarlo anche al Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, V.le Monza, 1 – 20125 Milano.

4. Proponetevi come rappresentante dei genitori della classe; in tal modo, presenziando alle varie riunioni, potrete monitorare meglio la situazione didattico-educativa della classe. Inoltre avrete la possibilità di avere una maggiore comunicazione con le insegnanti di classe e collaborare con loro, aiutando in tal modo l'istituzione scolastica nelle scelte educative e nel genere di istruzione da impartire ai vostri figli.

5. Proponetevi di far parte del Consiglio d'istituto e, diventando così parte attiva e responsabile della vita scolastica vi impegnerete, insieme ad altri genitori, a restituire la scuola ad insegnanti professionisti che guidino gli alunni, affinché possano crescere in modo sano ed equilibrato, sviluppando la loro personalità e consolidando, potenziando le conoscenze acquisite che applicheranno poi nella vita.

6. Qualora vostro figlio, durante un colloquio avuto con gli insegnanti o con il coordinatore del corpo docenti, dovesse correre il rischio di venire segnalato come "affetto" da "handicap", piuttosto che da "disturbi dell'apprendimento" (disgrafia = incapacità di scrivere in modo corretto, dislessia = incapacità di leggere e capire un testo scritto, ecc.) a seguito di test a cui è stato sottoposto, ricordatevi che voi siete i tutori e responsabili di vostro figlio. Vi consigliamo di raccogliere tutti i dati e di farvi consegnare tutta la documentazione e di intraprendere le azioni necessarie volte a proteggere il vostro bambino.

7. Qualora vostro figlio sia già stato diagnosticato "affetto da…", avete tutto il diritto di fare OPPOSIZIONE. Ricordate: I GENITORI SONO GLI UNICI TUTORI RESPONSABILI DEI PROPRI FIGLI, NON È LA SCUOLA! "Le scuole servono per imparare. Non servono per esperimenti psichiatrici su giovani menti". (Bruce Wiseman, autore di Psychiatry: the Ultimate Betrayal, pag. 385). Vi consigliamo di raccogliere tutti i dati e di farvi consegnare tutta la documentazione e di intraprendere le azioni necessarie volte a proteggere il vostro bambino.


PER INFORMAZIONE: il Piemonte e il Trentino sono le prime due regioni italiane che hanno approvato una legge che pone il divieto assoluto dei test psicologici nelle scuole; ora questa legge è approdata in Parlamento. Per poter crescere felici devono essere responsabili delle loro azioni senza dipendere da cure psicologiche o psicofarmaci per essere dei "bravi bambini". I bambini d'oggi saranno i futuri leader del domani!

mercoledì 20 agosto 2008

Michael Phelps – l’ADHD non è un deficit di attenzione

Tratto da: http://www.edgefoundation.org/blog/2008/08/15/michael-phelpss-adhd-is-not-an-attention-deficit/

Per la comunità che “soffre” di ADHD, i fenomenali successi nel nuoto di Michael Phelps alle olimpiadi di Pechino sono un raggio di speranza e orgoglio…

Quando guardiamo Michael Phelps, la sua feroce determinazione e capacità di focalizzare, è chiaro che il nome Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività non può descrivere che cosa sia veramente l’ADHD. Certamente Michael Phelps non ha nessuna mancanza di attenzione!

Molte persone non sapevano che Michael Phelps avesse l’ADHD, ma lui non ne ha mai fatto un segreto. Il 13 agosto 2008 in un articolo su TimesOnline, sua madre ha detto: “All’asilo la maestra mi ha detto, –Michael non riesce a stare seduto, Michael non sta mai tranquillo, Michael non riesce a focalizzare– Io le ho detto che forse era annoiato. La maestra ha detto che era impossibile. –Lui non è dotato,– è stata la risposta. –Suo figlio non sarà mai in grado di focalizzarsi su nessuna cosa. –”

A quante persone con “ADHD” viene detto semplicemente questo: che non saranno mai in grado di focalizzarsi su nessuna cosa! Ovviamente dalle prestazioni di Michael Phelps nell’estate del 2008, è chiaro che “l’ADHD” non deve impedirvi di focalizzare e raggiungere i vostri sogni…

Come dice il suo allenatore Bob Bowman: “Io dico che Michael è una “macchina di motivazioni”. Cattivo umore, buon umore, lui incanala tutto verso la vittoria. È motivato dal successo… incanalare la sua energia è uno dei suoi più grandi attributi.”

Il Comitato dei Cittadini dei Diritti Umani desidera segnalare la vicenda di Michael Phelps che esemplifica nei fatti la mancanza di validità scientifica della controversa malattia chiamata ADHD.

Non esiste nessuna prova oggettiva che l’ADHD/DAMP sia un disturbo o una malattia vera e propria; esiste solo la valutazione soggettiva della psichiatria sui comportamenti da considerare aberranti. Nel 1998, un convegno dei massimi esperti mondiali di ADHD, organizzato dal National Institutes of Health (NIH), fu costretto a concludere che non esistono dati a conferma che l’ADHD è una disfunzione cerebrale. In quello stesso anno in Inghilterra il National Institute for Clinical Excellence ha riconosciuto che “le cause e la validità diagnostica dell’ADHD sono ancora controverse”. Nel 2001, le autorità sanitarie della Svezia hanno rifiutato di riconoscere il DAMP come “disturbo biologico”. Il dottor Lawrence Diller, docente della Università della California a San Francisco e autore di Running on Ritalin, riassume così la questione: “...la ricerca di un marcatore biologico (sostanza la cui presenza o il cui aumento nel sangue o in un altro tessuto costituisce sintomo specifico di una determinata malattia) è frustrata sul nascere dalle contraddizioni e dalle ambiguità del concetto di ADHD definito dal DSM... I tentativi di scoprire un marcatore biologico sono paragonabili... alla ricerca del sacro Graal”.

sabato 16 agosto 2008

Carmela, 13 anni, suicida sotto psicofarmaci

Da ilmessaggero.it
ROMA (13 agosto) - Sono passati sedici mesi da quando Carmela volò dal settimo piano di un palazzo nel popoloso quartiere Paolo VI di Taranto. Subito si parlò di suicidio. Ma il gesto della ragazzina, 13 anni appena, fu il tragico epilogo di un periodo di grande sofferenza cominciato alcuni mesi prima. Allontanatasi da casa a novembre del 2006, Carmela era stata trovata dopo quattro giorni dal padre, Alfonso Frassanito. Le visite in ospedale rivelarono che la bambina era stata drogata con anfetamine e violentata. Un punto di non ritorno per Carmela la cui vita, come dice Frassanito, «è stata breve e sfortunata».



Carmela. Aveva perso il papà quando aveva appena un anno, poi la mamma Luisa Maiello si era sposata con Alfonso, venditore al mercato, che a Carmelina aveva voluto sempre bene come fosse figlia sua. Luisa e Alfonso le avevano regalato anche due fratellini. E’ lui a ripercorrere gli ultimi mesi di vita di “sua figlia”. Dall’allontanamento da casa al volo dal settimo piano in cui lei se ne andò per sempre. «Carmela aveva denunciato i suoi aggressori, alcuni minorenni e un maggiorenne – dice – Contro la volontà mia e di sua madre, era subito partita la procedura per affidarla al centro “L’Aurora” di Lecce. Ci dissero di fidarci, che la bambina sarebbe stata in buone mani. Notammo dopo un po' di tempo che qualcosa non andava. Carmela in quel posto non ci voleva stare, avrebbe preferito stare a casa con noi, ma non era solo questo. I medici ci assicuravano che tutto era sotto controllo. Solo dopo avremmo scoperto che in realtà la bambina era stata sottoposta a una cura di psicofarmaci. Che da quel posto era scappata due volte». Dopo circa tre mesi Carmela viene trasferita al centro “Il Sipario” di Gravina di Puglia: «Qui sembrava che le cose andassero meglio. I medici ci avevano però confermato, dopo l’arrivo delle cartelle di Carmela da Lecce, che la bambina era stata sottoposta a una cura di psicofarmaci e che non si poteva smettere d’un colpo. Che avrebbero dovuto diminuire le dosi poco a poco. Nel fine settimana andavamo a prenderla e la portavamo a casa. Ero io stesso a darle i farmaci: En e Haldol».



Poi, la domenica del 15 aprile 2007, Carmela disse che andava al bagno. E invece volò dal settimo piano di casa sua: «Si è sempre detto che è stato un suicidio – dice Frassanito – Il corpo in strada era lontano dal palazzo, il che non sarebbe accaduto se si fosse trattato di una caduta. Ma noi non escludiamo che possa anche essere cascata giù, era sempre così stordita dai farmaci che prendeva. E poi una delle sue scarpe fu ritrovata al quarto piano del palazzo. Il che fa pensare che il suo corpo possa aver urtato durante la caduta».

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